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Les rencontres de la Photographie

Ogni estate dal 1970, nel corso di oltre sessanta mostre in vari siti storici della città, la rassegna Rencontres d’Arles ha avuto una grande influenza sulla diffusione del meglio della fotografia mondiale. Si presenta come il melting pot della creazione contemporanea. Grazie ad una politica di programmazione che favorisce quasi esclusivamente opere inedite, la Rencontres è diventata il punto di riferimento dei festival internazionali di fotografia. Le mostre sono spesso prodotte in collaborazione con musei e istituzioni francesi e stranieri.

La lista di fotografi “scoperti” ai Rencontres è impressionante conferendole un ruolo di trampolino di lancio per gli artisti, rafforzato dalla presenza di molti professionisti stranieri durante la settimana di apertura. Il modo in cui le mostre sono allestite ad Arles prevede un’ elaborata scenografia, con alcuni edifici storici (cappelle del XII secolo e spazi industriali del XIX secolo) aperti al pubblico solo durante il periodo del festival. Per raggiungere maggiore profondità e ricchezza nel programma, la rassegna si avvale ogni anno del sostegno di una ventina di esperti provenienti da diversi settori. A volte parte della programmazione è affidata ad un unico artista, tra cui Martin Parr nel 2004, Raymond Depardon nel 2006, il couturier di Arles Christian Lacroix nel 2008 e Nan Goldin nel 2009.

Quest’anno, completando molti spettacoli storici – Helen Levitt, Variétés, Photo/Brut, Germaine Krull e così via – la Rencontres d’Arles offre quattro nuove sequenze corrispondenti ai temi del programma: My Body Is a Weapon, On the Edge, Inhabiting and Building the Image. Fanno luce su un mondo in tumulto in cui l’immagine gioca spesso un ruolo chiave come testimone o attore. Dalla Cecoslovacchia comunista e dalla Germania alla Spagna post-franchista, i fotografi hanno registrato una controcultura in cui la vita di tutti i giorni è stata un atto di resistenza contro l’ordine stabilito e un’alternativa ai modelli dominanti. Esistendo, resistendo, fotografando: il corpo è anche un’arma.