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Teatro, danza e digital art

Ventidue spazi della Capitale da scoprire e da vivere insieme. Come ogni anno il Romaeuropa Festival ospita, nelle sale e nelle zone più suggestive della città, una selezione di spettacoli internazionali diteatro, musica, danza, arti visive. Un itinerario turistico e culturale che si snoda dal 17 settembre al 24 novembre, attraverso 126 eventi, con la partecipazione di 377 artisti provenienti da 27 paesi.

Nell’ansa del Tevere che lambisce il quartiere Flaminio e il Villaggio Olimpico si stagliano due modernissimi gioielli architettonici di Roma, i complessi monumentali dell’Auditorium Parco della Musica e del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Nelle quattro sale principali disegnate da Renzo Piano si svolgeranno numerosi spettacoli del Romaeuropa, compresa l’inaugurazione e la grande serata finale. L’ inaugurazione del Romaeuropa Festival 2019 è per il 17 Settembre con Lia Rodrigues, dal Brasile e dalle sue Favela per per presentare Furia: la danza contemporanea e l’energia delle musiche rituale della Nuova Caledonia caratterizzano una pièce forsennata per un tribalismo contemporaneo.

Dal Brasile arriva per la prima volta al festival anche Bruno Beltrao con il suo Grupo De Rua, mentre ritornano al ReF in ottobre e novembre William Forsythe e Aurelien Bory con un nuovo ritratto dedicato alla danzatrice indiana Shantala Shivalingappa. Gli “events” coreografati da Merce Cunningham sono riallestiti dalla sua ex ballerina Jeannie Steele per il corpo di ballo della compagnia Rambert, con le musiche live di Philip Selway (Radiohead) e con i dipinti di Gerard Richter.

Costruiscono riflessioni complesse e articolate sul nostro presente alcuni dei registi teatrali più acclamati della scena contemporanea: lo svizzero Milo Rau ambienta l’Orestea di Eschilo a Mosul, nel contesto della guerra contro l’IS; il tedesco Thomas Ostermeier insieme a Sonia Bergamasco porta in scena Ritorno a Reims del sociologo francese Didier Eribon; Ascanio Celestini esplora il mondo delle barzellette tra luoghi comuni e autoironia; Saverio la Ruina ricostruisce il rapporto tra un italiano e un musulmano nell’Abruzzo dei terremotati, mentre il giovane talento Julien Gosselin si cimenta nel testo Falce e Martello di Don Delillo.

Per la prima volta al festival il francese Cyril Teste porta in scena l’attrice icona Isabelle Adjani per rileggere un culto della cinematografia mondiale: Opening Night (La notte della prima) di Cassavetes. Contropartita di questo viaggio nella mente di un’attrice è il testo autobiografico e introspettivo di Jan Fabre The Night Writer. Alle sottoculture digitali e alle tribù del virtuale è dedicata la sezione Digitalive: una quattro-giorni di programmazione negli spazi del Mattatoio oltre ogni categoria disciplinare o classificazione di genere. Ancora musica con il Gran Finale del Romaeuropa Festival 2019 realizzato in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma. Il 24 novembre tutte le sale dell’Auditorium Parco della Musica saranno coinvolte in una serata di concerti, una line-up d’eccezione composta soprattutto dall’atteso ritorno di Ryuichi Sakamoto al fianco di Alva Noto per presentare il loro Two