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Una nuova destinazione enogastronomica a Firenze

Al Parco delle Cascine a Firenze Parc Bistrò è destinato a diventare, a partire dalla primavera 2019, un nuovo punto di riferimento della scena enogastronomica di Firenze.

Il Parco delle Cascine, a due passi dal centro è il più ampio parco pubblico di Firenze con una superficie di oltre 130 ettari che corre parallela al fiume Arno. Caratterizzato da una ricca vegetazione, da vasti prati, viali e vialetti, è il luogo ideale dove praticare sport (liberamente o avvalendosi dei numerosi impianti attrezzati) o trascorrere il tempo libero godendo della natura e della quiete dell’area. “Le Cascine” sono oggetto di una attenta opera di recupero attraverso anche manifestazioni culturali che permettono alle persone di riappropriarsi di questo opera ambientale dal patrimonio inestimabile. Il primo nucleo del Parco risale al ‘500, fu creato da Alessandro I de’ Medici e incrementato da Cosimo I con l’acquisizione di altri terreni, tutti utilizzati a scopo agricolo e per la caccia. 

Si deve a Pietro Leopoldo di Lorena la prima apertura al pubblico delle Cascine Granducali, anche se limitata a eventi eccezionali come spettacoli di corte. Il primo intervento architettonico di grande impegno è la costruzione della Palazzina Reale, nel piazzale delle Cascine, realizzata nel 1785 dall’architetto Giuseppe Manetti, al quale si deve anche la Ghiacciaia in forma di piramide. Durante il periodo napoleonico Le Cascine vengono trasformate definitivamente in Parco pubblico, dimostrando una concezione di rara modernità.

Molto ricco è il patrimonio arboreo del Parco, alberi di grande effetto si ammirano nel piazzale Vittorio Veneto (cedri dell’Atlante), nel piazzale delle Cascine (pini domestici, platani e uno spettacolare Ginkgo Bilboa), sul margine dell’Arno (pioppi bianchi) e del prato del Quercione (platani, lecci), nel giardino della Catena (ippocastani e cedri). Nel più grande parco pubblico di Firenze, Parc Bistrò ambisce così a diventare il luogo di unione di diversi punti di riferimento. Da un lato le persone che frequentano il parco e godere delle sue bellezze storiche e ambientali, dall’altro chi vuole vivere una esperienza enogastronomica al di fuori delle mura cittadine.