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La riapertura del Museo

Nel centro storico di Firenze, il Museo Marino Marini è un gioiello all’interno della ex-Chiesa di San Pancrazio realizzata da Leon Battista Alberti.

Con l’apertura di questo spazio, che coniuga felicemente l’antico con il moderno, risale al 1988, grazie ad una laboriosa opera di restauro, progettata dagli architetti Bruno Sacchi e Lorenzo Papi, la città ha così inaugurato così il suo primo museo di arte moderna e contemporanea. Nell’ambiente del museo sono stati concepiti e creati dei “percorsi” finalizzati alla lettura delle opere di Marino Marini (1901-1980), con particolare attenzione all’esasperata tridimensionalità dell’artista pistoiese famoso in tutto il mondo per i suoi “cavalli e cavalieri”. Alla collezione permanente delle n. 183 opere del maestro Marino Marini – tra sculture, dipinti, disegni e incisioni – si alternano esposizioni dedicate ad artisti e tematiche dal novecento alla contemporaneità.

Parte del percorso museale è la Cappella Rucellai, ospitante il sacello del Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti, una delle “meraviglie” del rinascimento fiorentino. Dopo la metà del Quattrocento, per iniziativa di Giovanni di Paolo Rucellai, esponente eminente della famiglia che aveva il patronato sulla cappella maggiore della Chiesa di San Pancrazio, vede la luce una delle meraviglie del rinascimento fiorentino, il Sacello del Santo Sepolcro, gioiello dell’architettura di Leon Battista Alberti, collocato nella prima cappella a sinistra della chiesa. In seguito alla sconsacrazione della complesso religioso, avvenuto nel 1808, la cappella fu rivendicata in proprietà dai Rucellai; fu quindi ordinata la chiusura del vano di collegamento con l’edificio principale e l’apertura di un ingresso autonomo su via della Spada.

E’ in questo contesto che si colloca il restauro e la riapertura della Cappella Rucellai  – ancora oggi consacrata – e del Sacello del Santo Sepolcro, con la sua effettiva musealizzazione attraverso l’apertura di un passaggio diretto dal Museo Marino Marini.