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Outfit che hanno fatto la storia della moda e della canzone

Il Festival di Sanremo è musica, ma anche moda. In attesa della 72° edizione, in programma dall’1 al 5 febbraio 2022 nella storica cornice del Teatro Ariston, una carrellata dei look che ne hanno fatto la storia.

Partiamo da Nilla Pizzi e dai suoi lunghi abiti vaporosi, con tanto di corpetti romantici, ricami e paillettes, con cui trionfò nel 1952 portandosi a casa l’intero podio. Dopo di lei, Mina e i suoi abiti midi degli anni ’60, come quello a palloncino con cui vinse cantando Il cielo in una stanza, oppure quello a pois, indossato nella famosa performance di Mille bolle blu. Menzione anche a Orietta Berti con il suo abito futurista firmato da Mila Schon nel 1969.

Passando agli anni ’70 e ’80, le tre dee del trasformismo: Anna Oxa, che fin dalla sua prima apparizione al Festival, nel 1978, appena 17enne, stupì tutti con il suo capello corto e il look androgino creato per lei da Ivan Cattaneo; Patty Pravo, bellissima nel 1984 a cantare Per una bambola nella sua versione geisha disegnata da Gianni Versace, e Loredana Berté, vestita anche lei, due anni dopo, da Versace, in quello “scandaloso” mini-abito, con tanto di pancione finto a favore dell’aborto.

Negli anni ’90 fu la volta di Sabrina Salerno e Jo Squillo, provocanti e provocatorie cantando “Siamo donne, oltre alle gambe c’è di più…”, di Claudia Koll, a fianco di Pippo Baudo con un vestito Versace dalla lunga e ampia gonna a scacchi, e di Paola e Chiara, con i jeans che segnarono quell’epoca, così come le giacche in stile military che indossò Laura Pausini.

Parlando delle edizioni più recenti, ricordiamo Belen Rodriguez nel 2012, con il famoso abito bi-color dallo spacco vertiginoso, gli incantevoli outfit Dolce&Gabbana di Bianca Balti nel 2013, Achille Lauro, con i suoi spettacolari look del 2020 disegnati da Alessandro Michele di Gucci, ispirati a San Francesco, Bowie, Luisa Casati Stampa e Elisabetta I Tudor, e, per concludere con il 2021, gli abiti Dior di Madame e la tuta trasparente di Etro con cui i Maneskin si sono aggiudicati la finale.