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Le celebrazioni nel cinquecentenario della morte

A 500 anni dalla morte, il genio di Leonardo da Vinci viene celebrato con mostre, convegni e spettacoli

La Toscana celebra questo genio indiscusso del Rinascimento e le sue innumerevoli competenze: artista, inventore, ingegnere, architetto, botanico e padre dell’anatomia moderna. Sono diversi i luoghi dove scoprire Leonardo, anche se sono molto pochi quelli in cui rimangono testimonianze dirette del suo soggiorno e del suo lavoro.

La prima destinazione è sicuramente Vinci, il luogo in cui Leonardo visse e produsse alcune delle sue opere d’ingegno. Un paese dove si respira l’arte toscana del Quattrocento ma anche l’arte contemporanea. Si possono ammirare la chiesa di Santa Croce, con il fonte battesimae quattrocentesco dove Leonardo fu battezzato, le case che appartenevano alla famiglia ma anche la piazza dei Guidi di Mimmo Paladino, la scultura in legno di Mario Ceroli ispirata al disegno dell’“Uomo Vitruviano”.

Firenze è il secondo luogo da esplorare sulle tracce di Leonardo. Qui Leonardo si forma artisticamente nella bottega di Andrea del Verrocchio, che si trovava dietro il Duomo, ed esegue le sue opere giovanili ed è qui che ritorna dopo il suo soggiorno milanese. Altra tappa leonardiana è Palazzo Vecchio dove su una parete del Salone dei Cinquecento Leonardo dipinse la Battaglia d’Anghiari, che a causa di una tecnica pittorica inadeguata si rovinò e fu successivamente ricoperta dagli affreschi di Giorgio Vasari.

A Palazzo Strozzi la mostra Verrocchio, il maestro di Leonardo presenta per la prima volta straordinari capolavori di Andrea del Verrocchio, a confronto serrato con opere capitali di precursori, artisti a lui contemporanei e discepoli. Nel 2019 si celebra il cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo, il suo più grande allievo, e l’esposizione di Palazzo Strozzi e del Museo Nazionale del Bargello si offre come uno dei più importanti eventi a livello internazionale nell’ambito delle celebrazioni leonardiane. Artista emblematico del Rinascimento e prototipo del genio universale, Verrocchio sperimentò nella sua bottega tecniche e materiali diversi, dal disegno alla scultura in marmo, dalla pittura alla fusione in bronzo. Egli formò un’intera generazione di maestri, con i quali ha sviluppato e condiviso generosamente il proprio sapere. Nella storia dell’arte solo Giotto, Donatello e Raffaello hanno dato origine a una “scuola” paragonabile a quella di Verrocchio.