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Il nuovo ramen bar di tendenza

Koto Ramen, ristorante che celebra uno dei piatti più importanti della tradizione giapponese, il ramen, ha aperto nel centro storico di Firenze, tra Sant’Ambrogio e Santa Croce.

Il Ramen, cibo della tradizione popolare, è quasi un concentrato di filosofia Zen: un piatto apparentemente semplice da realizzare ma che richiede rigore nella preparazione e ingredienti di prima scelta. Roland Barthes, citando Diderot, nel suo bellissimo “L’impero dei segni” descrive il piacere della visione degli ingredienti esposti “nella loro nudità” nella cucina giapponese “il colore, la finezza, il tocco, l’effetto, l’armonia, il gusto”.

Shoji Minamihara è lo chef del Koto Ramen che cura la preparazione dei ramen, operando con secondo i principi dell’antica tradizione orientale: quello della minima potenza necessaria per compiere perfettamente qualsiasi gesto e quello dell’imparare a lasciare la presa al momento giusto.

I ramen da lui preparati di carne, di verdura e di pesce, rispondono a qualsiasi esigenza di gusto, con la presenza costante di piatti stagionali, sia freddi che caldi. La filosofia di fondo del ramen è quella di ottenere sempre un brodo di base molto delicato, in modo da poter enfatizzare e gustare le differenze fra le diverse varianti proposte.

Al Koto Ramen, è possibile gustare anche lo Shabu Shabu, variante di un piatto mongolo, inventato ai tempi di Gengis-Khan come cibo per le truppe in guerra. Shabu shabu è un nome onomatopeico che riprende il rumore dei pezzetti di carne calati nell’acqua bollente, anche se qualcuno afferma che potrebbe invece evocare il fischio della pentola durante la cottura a bollore.