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Un giardino a picco sul mare

La passione naturalistica di una famiglia inglese ha creato, dal 1867 presso Ventimiglia, un giardino botanico con piante provenienti dalle più diverse zone del mondo. I Giardini Botanici Hanbury sfruttano la felice posizione della zona e la particolare dolcezza del clima. Grazie alla collaborazione di botanici, agronomi e paesaggisti, fu creato un grandioso insieme che non trova eguali in Europa sia dal punto di vista botanico, con le 5800 specie di piante ornamentali, officinali e da frutto, che da quello paesaggistico, grazie alla felice armonia compositiva tra edifici, elementi ornamentali e terrazzamenti coltivati. La maggior parte dei più importanti giardini Inglesi sono stati creati in Italia e sulla Riviera Francese in numero maggiore che in tutto il resto dell’Europa continentale.

La mitezza del clima mediterraneo permetteva di coltivare all’aperto piante che in Inghilterra sarebbero sopravvissute solo in serra. L’Italia fu la destinazione preferita dei viaggiatori inglesi fino alla fine del 1860, quando il richiamo del sud della Francia divenne dominante. La popolarità della Riviera (francese e italiana) alla fine del diciannovesimo secolo era basata sullo sfruttamento del suo clima mite. Bordighera, Hyères e Menton furono create come stazioni climatiche e gli inglesi scoprirono presto che il clima era adatto tanto per il giardinaggio quanto per i problemi respiratori.

I Giardini Hanbury attuali sono il risultato di due fasi di realizzazione: il primo, quello dovuto a Thomas Hanbury, durante il quale prevalse il gusto del collezionismo e dello studio di piante esotiche; il secondo, che possiamo attribuire a Cecil e Dorothy Hanbury, nel quale si sottilineò l’aspetto estetico della proprietà e si valorizzarono anche le specie autoctone. In realtà lo stacco tra le due fasi non fu molto marcato, dal momento che nei Giardini venne sempre coltivata la ricerca e l’attività scientifica e non fu mai trascurata l’estetica del luogo.

La villa rimase il cuore della proprietà, l’elemento predominante del podere, visibile anche dall’esterno e dal mare.