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Due artisti internazionali per due installazioni monumentali, a Palazzo Strozzi e in piazza della Signoria

Firenze torna a essere città dell’arte a tutto tondo: non solo l’immenso patrimonio cinquecentesco ma anche un dialogo aperto con l’arte contemporanea internazionale. E lo fa attraverso due opere monumentali che scuotono la città e ci avvicinano all’arte in questo periodo di musei chiusi. Tutto è iniziato lo scorso 19 marzo con JR, lo street artist francese più famoso del mondo, con oltre un milione di follower su Instagram. La sua arte è spettacolare e impegnata, parla di dovere, identità, diritti. Nel 2016 fa scomparire la famosa piramide di vetro del museo del Louvre attraverso una sorprendente anamorfosi, una straordinaria illusione ottica in 3D e diventa una star mondiale.

A Palazzo Strozzi porta La Ferita una riflessione sull’accessibilità dell’arte al tempo del Covid-19. L’installazione di JR è un enorme squarcio nel palazzo cinquecentescosite-specific e time-specific, alto 28 metri e largo 33. Un collage fotografico in bianco e nero, che rappresenta un interno reale e immaginato allo stesso tempo, costruito anch’esso come una anamorfosi, un gioco illusionistico in cui, osservando da un preciso punto di vista, si schiudono davanti agli occhi, proprio come all’interno di una ferita, diversi ambienti di Palazzo Strozzi: il colonnato del cortile, un’immaginaria sala espositiva e una biblioteca. Così come anche opere iconiche del patrimonio artistico fiorentino: laVenere e la Primavera del Botticelli e il Ratto delle Sabine del Giambologna.

A distanza di una settimana il 25 marzo gli Uffizi omaggiano Dante nell’anno del settecentesimo anniversario della sua scomparsa con il maxi abete dell’artista Giuseppe Penone. L’installazione – che è un anticipo della mostra di arte contemporanea Alberi Inversi, con lavori del maestro torinese accolti negli spazi delle Gallerie dal 1° giugno al 12 settembre 2021-è alta circa 22 metri, la più grande opera mai ospitata nello spazio pubblico del centro storico di Firenze.

Con una cromia che riprende la palette della piazza, la scultura – realizzata in fusione di acciaio inossidabile – è un inno alla Natura, che ci è stata così di supporto in questo lungo anno di pandemia.Come ci spiega il Maestro Giuseppe Penone: “L’Abetein piazza della Signoria indica lo sviluppo del pensiero umano che è simile alla spirale di crescita del vegetale”. Ma è anche: “Simbolo della trasformazione della terra in aria, della materia in pensiero”aggiunge Mario Cristianidell’Associazione Arte Continua che ha supportato l’evento.

JR sarà visibile fino al 22 agosto, Penone fino a settembre 2021.