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La mostra nelle sale del palazzo Spini Ferroni

tare in piedi, camminare,
marciare, danzare,
muoversi in equilibrio
come un funambolo.

Il tema dell’equilibrio, il senso del camminare, la funzione dell’arco del piede, il rapporto tra piede e testa, quello tra piano orizzontale e verticale, la deambulazione e la danza, la postura e la vertigine del vuoto, la scalata e la conquista del sé, la leggerezza e la fatica, la camminata e il paesaggio, l’andare a piedi e la città.

Sono questi i temi che racchiudono l’anima del nuovo progetto espositivo del Museo Salvatore Ferragamo di Firenze, Equilibrium, che mette in scena il sottile legame che lega le ricerche di Salvatore Ferragamo con il mondo della scienza e dell’arte, dell’architettura e dell’archeologia, con il circo e la danza. A detta del grande paleontologo André Leroi-Gourhan la storia dell’umanità inizia con i piedi. Nel corso di questa avventura, l’arco del piede ha avuto un compito di fondamentale importanza: sostenere il corpo umano in posizione sia statica che dinamica, sul posto e in marcia. L’arco del piede è stata fin da sempre la massima preoccupazione di Salvatore Ferragamo e la mostra, allestita nelle sale del Palazzo Spini Ferroni e visitabile fino al 12 aprile 2015, attraversa ancora una volta la produzione e la vita del grande maestro per cogliere ispirazioni e suggestioni per approfondire i diversi linguaggi dell’arte, della moda, del cinema e della letteratura.

Equilibrium mette quindi, prima di tutto, in relazione epoche distanti tra loro secondo un principio di archeologia trasversale che aveva già distinto altre precedenti esposizioni (Ispirazioni e visioni, Marilyn e Il calzolaio prodigioso) incrociando suggestioni iconografiche, accostamenti di opere d’arte e di manufatti artigianali, creazioni del passato e immagini significative del Novecento e del nostro secolo. In questo nuovo nuovo allestimento è possibile ammirare una selezione di capolavori artistici provenienti dai più grandi musei del mondo come l’Ermitage di San Pietroburgo e la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid e il Musèe d’Orsay, il Musèe Rodin. Musei, fondazioni, gallerie e collezioni private che hanno contribuito generosamente con i loro prestiti alla completezza scientifica e artistica del percorso museale. Le opere di Auguste Rodin, Edgar Degas, di Adriano Cecioni e Antoine Bourdelle, quelle di Henri Matisse, di Pablo Picasso e Fernand Lèger, di Paul Klee e Alexander Calder, di Gino Severini e Marino Marini, quelle di Fausto Melotti e Giulio Paolini, e poi Bruce Nauman e Gorge Segal, Bill Viola e Marina Abramovic, sono affiancate a opere e reperti archeologici di straordinario valore come il Piede di una Nike in bronzo dorato di epoca romana dal Foro di Augusto e il Rilievo con Menadi danzanti dal Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, a confronto con i dipinti di Antonio Canova e i disegni di Plinio Nomellini, gli scheletri danzanti di Alessandro Allori e le fotografie di Eadweard Muybridge.

Completano la mostra alcune interviste realizzate da Francesco Fei in collaborazione con Emanuele Enria a Wanda Ferragamo, Philippe Petit, Reinhold Messner, Eleonora Abbagnato, Will Self e Cecil Balmond. Personalità di fama internazionale che spiegano al pubblico i concetti fondamentali della mostra dal proprio punto di vista e secondo la propria esperienza di vita, il proprio lavoro artistico, la propria professione.