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L’eredità di un genio della moda

Il Museo Cristóbal Balenciaga sviluppa un ambizioso programma di mostre ed eventi volti ad elevare il profilo di Cristóbal Balenciaga, evidenziando il suo ruolo importante nella storia della moda e del design, e la sua eredità nel mondo della moda di oggi. Un’opportunità per riflettere sul valore storico dell’opera di Cristóbal Balenciaga dal momento della chiusura dei suoi saloni a Parigi, Madrid, Barcellona e San Sebastián.

Questo è stato il punto di partenza della mostra Cristóbal Balenciaga, Fashion and Heritage, il momento in cui le creazioni di Balenciaga hanno lasciato le strade e i saloni per abitare gli archivi, le gallerie e i musei, senza prestare più bellezza ai corpi, ma diventare ammirati come belli in se stessi. Perfezione, atemporalità, avanguardia o semplicemente arte, sono concetti spesso usati dai suoi colleghi professionisti, dalla stampa specializzata o dalle esportazioni della storia della moda per identificare il lavoro di uno dei designer più influenti del 20° secolo, facendo di Balenciaga un couturier di culto ai suoi tempi.

Il museo ci invita ad un percorso diacronico che mostra come il lavoro del sarto sia evoluto in stadi successivi, aspirando a diventare una mostra di riferimento per comprendere e approfondire il patrimonio generato da Cristóbal Balenciaga: da dove proviene, ciò che ha contribuito ai suoi tempi e ciò che trasmette oggi. La sua capacità di innovazione, in un’evoluzione sottile e costante, la sua conoscenza della stoffa, il suo senso delle proporzioni e delle misure, e la sua visione e interpretazione del corpo femminile, gli valsero la reputazione di designer tra i più influenti di tutti i tempi.

Nella sua evoluzione creativa, Balenciaga ha ricercato, sperimentato, introdotto e perfezionato diverse linee che hanno cambiato la silhouette femminile dominante, allontanandosi dalle norme socioculturali del tempo e introducendo gradualmente gradi più alti di astrazione, concentrandosi sul retro, sfocando la vita, generando volumi e semplificando il taglio. Le sue stesse parole definiscono il suo lavoro di artista: “un couturier deve essere un architetto per i piani, uno scultore per le forme, un artista per il colore, un musicista per l’armonia e un filosofo per il senso delle proporzioni”.