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Da Audrey Hepburn a Luca Guadagnino

Una storia d’amore, quella tra cinema e moda, che da sempre racconta l’evoluzione dell’arte, della società e dei linguaggi, anche attraverso preziose collaborazioni e attrici d’eccezione.

Un contributo quella della moda che è sempre stato fruttuoso per il cinema e le sue visioni. La figura anticonformista di Audrey Hepburn nel film colazione da Tiffany si è consolidata nell’immaginario collettivo grazie al il suo rapporto con il couturier francese Hubert de Givenchy. Ma la moda non ha solo vestito attori e icone di Hollywood, la moda è entrata nel plot dei film e poi ed è diventata parte integrante delle sue storie e sceneggiature: Armani, Fendi, Ferragamo, Gucci, Valentino, Versace e molti ancora. Per alcuni è un vero e proprio amore, celebrato da mostre ed esposizioni (Fendi Studios, Museo Salvatore Ferragamo, etc…) in cui si raccontano le passioni dei brand per il cinema. Una fusione perfetta di linguaggi, a conferma di come oggi sia la moda ad appropriarsi del cinema, delle regole della “settima arte” che usa anche per strategie comunicative e storytelling dedicate alle ultime collezioni dei brand.

La recente collaborazione tra Armani e Luca Guadagnino per il progetto Laboratorium è solo l’ultima in ordine di tempo delle possibili forme che può assumere il sodalizio tra cinema e moda. Giorgio Armani rende omaggio alla settima arte, passione di una vita e continua fonte di ispirazione per le sue collezioni e lo fa grazie a Luca Guadagnino, uno dei registi più originali ed eleganti nel panorama del cinema italiano e internazionale. Il progetto Armani/Laboratorio che si è svolto nel novembre scorso presso presso Armani/Silos a Milano nasce da un’idea di ‘atelier’ del cinema dove si creano storie, lavorando insieme con la guida e il supporto dei più competenti protagonisti del settore. È frutto di un lavoro collettivo nel quale il risultato finale dipende dal contributo di tutti.