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La sensuale eleganza di un classico

Un colore morbido, elegante, discreto, misterioso. Facile da indossare ma anche forte e potente. Il nero è un intramontabile classico che ancora non smette di sedurre.

Ogni designer si è lasciato stregare dalle infinite possibilità del nero. Collezione dopo collezione Ermanno Scervino, Roberto Cavalli, Emilio Pucci, Philipp Plein, Aquazzura e moltissimi altri hanno introdotto capi e accessori declinati in sfumature progressive del colore nero. Una forza incontenibile che accompagna le creazioni dei designer, che usano il nero per non distrarsi dalla forma, per concentrarsi sui volumi e sulle linee. Il nero quindi svolge anche una funzione ben precisa: descrivere accuratamente, senza distrazioni, le forme del corpo e accarezzare con esattezza la personalità di chi lo indossa.

Le variabili cromatiche del nero sono innumerevoli: dall’intensità del Jet Black, alle sfumature opache del Charcoal fino all’opulenza notturna del Moonless Night. Un colore che ha attraversato la storia della moda lasciando un segno indelebile. Nel corso del novecento il nero ha infatti subito importanti evoluzioni, che riguardano soprattutto i suoi significati simolici. Il nero era generalmente associato ad una idea negativa, funerea, specialmente nella sua sfumatura più intensa e cupa. Ma che nel tempo è riuscito a connettersi a mondi sempre nuovi, come la sensualità, l’eleganza e il potere. Un colore dotato di una forza persuasiva che ha liberato le donne dalla schiavitù dei colori pastello e delle costruzioni sartoriali. Una rivoluzione che è stata possibile grazie anche all’invenzione del cosiddetto Little Black Dress, l’abito che tutti avrebbero indossato e desiderato. Il non plus ultra dell’eleganza e della femminilità. Un capo total black, pratico, urbano in grado di snellire la figura, di assorbire il grigiore della città e di restituire uno stile quotidiano e senza tempo alle donne.