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Tartan, check, pied de poule ma anche damascati, velluti cesellati e broccati. Ovvero, quando il tessuto incontra la creatività del disegno, il risultato sono texture che entrano a far parte della storia. Parlare infatti delle trame tessili significa, inevitabilmente, parlare anche della storia del costume e dell’evoluzione tecnica delle lavorazioni del tessuto, il cui merito va sopratutto alle botteghe italiane del rinascimento, sopratutto fiorentine.

Nel Rinascimento la tessitura raggiunge a Firenze un altissimo livello, grazie anche alla presenza delle corporazioni e all’importazione della seta, con cui vengono prodotti tessuti ricchissimi con texture complesse impreziosite da oro e argento. Si può ammirare un’esempio di questa tipologia di texture nel dipinto del 1545 di Agnolo Bronzino che ritrae la Duchessa di Firenze Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de’ Medici. In questo ritratto ufficiale, l’attenzione è tutta sul disegno accuratissimo in bianco e oro del vestito della duchessa. Si tratta di un broccato ricamato alla spagnola che oltre a qualificare con immediatezza il suo rango sociale, può essere considerato una sorta di “pubblicità” dell’industria manifatturiera della seta fiorentina.

Si può quindi dire che “Il tessuto è tutto” – come afferma Yohij Yamamoto – ma è anche qualcosa di più: è un simbolo di appartenenza, definisce l’identità di un marchio rendendolo riconoscibile e unico, specie se riprodotto in forma di texture sui prodotti.

Ne è un esempio Burberry, che ha fatto del suo caratteristico tartan un inconfondibile marchio di fabbrica. Intorno al 1600 si perfeziona infatti la produzione di questo tessuto di lana scozzese (tartans), caratteristico per il disegno variamente quadrettato a colori diversi e contrastanti. Conosciuto in Italia come “scozzese” i tartan servivano a distinguere fra loro i diversi clan in cui erano divise le popolazioni delle Highlands scozzesi. Negli anni ’90 il tartan viene quindi ripreso da Burberry, che decide di stampare su un nuovo modello il famoso motivo tartan, che fino ad allora aveva caratterizzato solamente la fodera dell’iconico trench.

Infine un’altra trama dalla curiosa storia linguistica, il pied de poule è diventato un classico delle collezioni maschili e femminili. Ottenuto grazie all’uso di filati in colore contrastante a formare un disegno che ricorda una zampa di gallina, fu lanciato da Christian Dior che lo ha consacrato come simbolo di classe ed eleganza tanto da usarlo per il suo più celebre profumo, Miss Dior.