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Le tradizioni pasquali in Toscana

La Pasqua in Toscana è una vera e propria festa. Coincide con un momento dell’anno in ricco di eventi, appuntamenti e tradizioni spesso di origine antichissima che si differenziano da paese a paese.

La Pasqua rappresenta quindi l’occasione perfetta per scoprire il territorio in un weekend di primavera all’insegna del gusto e della bellezza. Lo Scoppio del Carro è una famosa e amata tradizione rinascimentale che si ripete immutata a Firenze ogni mattina della domenica di Pasqua in Piazza Duomo. Tutta la città partecipa alla rievocazione di questa antica tradizione: figuranti, musici, sbandieratori, dame e cavalieri, scortano il “carro di fuoco” meglio conosciuto come “Brindellone”.

Trasportato da due buoi bianchi adornati di fiori primaverili, attraversa le le vie del centro fino ad arrivare in piazza Duomo nello spazio tra il Battistero e la Cattedrale. Il corteo, è preceduto dal gonfalone con il giglio fiorentino e dalla bandiera della famiglia dei Pazzi, ai quali era storicamente affidato il privilegio di preparare il carro durante il Sabato Santo Questo carro “trionfale” su tre piani in legno dipinto, viene incendiato da una “colombina”, un razzo a forma di colomba con un ramoscello di olivo nel becco. L’Arcivescovo di Firenze ha il compito di accendere la miccia della colomba, che viene fatta correre lungo un filo di ferro, teso da una colonna di legno posta all’interno del Duomo fino al “Brindellone” con lo scopo di innescare i fuochi ed i mortaretti. Se la colombina, dopo aver dato fuoco al carro, torna indietro fino all’Altare Maggiore, si preannuncia un anno fortunato per la città e il fuoco benedetto è simbolicamente distribuito a tutta la città di Firenze, con l’augurio di una felice Pasqua.

Una tradizione molto sentita è la Rievocazione Storica della Passione di Cristo a Grassina, alle porte di Firenze, che viene messa in scena il Venerdì Santo precedente la Pasqua. Una rappresentazione teatrale imponente, che prevede una via crucis per le vie del paese a cui partecipano circa 500 figuranti in costume d’epoca, e le scene della passione di Gesù sul Calvario interpretate da circa 100 attori sul crinale di una collina.

Il Giovedì Santo a Comeana di Carmignano invece è teatro di un’altra rievocazione storico-religiosa della Passione. Un di tre ore che racconta le ultime ore di vita di Gesù, dal processo alla crocefissione, accompagnato da una banda musicale e dal carro della Madonna. La Pasqua è anche sinonimo di vecchi sapori e tradizioni culinarie che sono portate nuovamente alla luce nei mercatini locali e nelle feste paesane.

Il lunedì di Pasquetta a Bibbona si tiene la Festa del Cedro, con mercatino di prodotti tipici locali, mentre la sera va in scena il Palio delle Botti, una gara che vede i rioni spingere le botti per le strette stradine del borgo. Sempre per Pasquetta è dedicata ai sapori antichi la Festa della farina dolce che si celebra a Piteglio, sulla Montagna pistoiese, con degustazione delle specialità preparate con la farina di castagne, come il castagnaccio e i necci, simili a crepes, cotti sulla piastra e riempiti di ricotta. Infine, una festa particolare si tiene per il Lunedì dell’Angelo a Quadalto, piccola frazione dell’incantevole borgo di Palazzuolo sul Senio, dove la Sagra dell’uovo sodo offre non solo stand gastronomici con le specialità pasquali ma anche la possibilità di assistere a una serie di sfide con le uova sode.