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Cosa accade nella moda maschile americana

La prossima New York Fashion Week che andrà in scena dall’11 al 18 febbraio, sarà ricordata più per l’importante rivoluzione che sta apportando al sistema moda globale che per le collezioni dei designer americani.

La moda americana ha infatti affidato alla società di consulenza Boston Consulting Group lo studio su come evolvere il calendario delle sfilate e il ruolo delle varie fashion week in modo da trovare una formula più contemporanea per presentare le collezioni dei vari stilisti e fashion designer al fine di allinerarle con le consegne dei capi e dei prodotti a negozi, departement store e boutique. “Non solo stilisti & buyers. Un po’ tutti ci stiamo lamentando delle sfilate. Specie le persone – i clienti finali – che sono davvero confusi a causa dei social media” ha dichiarato la presidente della camera della moda americana Diane Von Furstenberg. “La possibilità di vedere in tempo reale le immagini delle collezioni su Facebook e Instagram, ad esempio, porta le persone a volere subito abiti e accessori che non saranno nei negozi prima di sei mesi. Per questo le sfilate devono essere più vicine alle esigenze dei clienti”.

Diversi infatti i designer che da tempo hanno cercato di ovviare al problema temporale tra show e vendita come ad esempio Jeremy Scott che ha reso immediatamente disponibili i look di Moschino nei negozi del brand italiano dopo lo show.

Anche Tom Ford sposa la linea di Diane von Furstenberg mettendo in discussione la formula delle sfilate pensando a qualcosa di alternativo. Tom Ford si appresta a fare il suo ritorno alla, dopo aver preferito Londra nelle ultime stagioni, nel corso di un evento più ‘intimo, in grado di mostrare i dettagli dei vestiti, dove presenterà la collezione donna e uomo