Reading Time: 2 minutes

La curatela di Olivier Saillard a Palazzo Pitti

Nelle sale del Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti, va in scena la mostra Il Museo Effimero della Moda, prodotta da Fondazione Pitti Immagine Discovery in collaborazione con Gallerie degli Uffizi e Palais Galliera. La mostra è curata da Olivier Saillard, direttore del Palais Galliera di Parigi, autore di performance e progetti artistici, curatore anche della mostra “Balenciaga, l’oeuvre au noir” da poco inaugurata al Musée Bourdelle.

La peculiarità de Il Museo Effimero risiede in un’inedita concezione sia dell’allestimento sia dei contenuti tematici. In mostra, quasi 200 tra abiti e accessori, distribuiti in 18 sale: i pezzi selezionati vanno da metà Ottocento fino ai giorni nostri, abiti che vengono mostrati per la prima volta – mai usciti dalle scatole per la conservazione – e altri esposti per l’ultima volta, prima di tornare negli archivi perché troppo fragili e delicati. Gli abiti che punteggiano ogni sala – tornati alla luce grazie allo straordinario lavoro di recupero delle restauratrici della Galleria del Costume e del Palais Galliera – sono stati creati da tutte le sartorie più importanti e dagli atelier di moda più prestigiosi, tra Firenze, Roma, Milano, Parigi, New York.

Anche il contemporaneo è abbondantemente citato, con una selezione di capi delle ultime collezioni di Gucci, Margiela, Bless, Fendi, Armani, Valentino, Prada, Dolce & Gabbana, John Galliano e Lanvin.
Il Museo Effimero della Moda – come spiega Olivier Saillard – è una possibilità, un’opportunità di reinventare la Galleria del Costume e della Moda di Palazzo Pitti. Su manichini di legno e cera, ma anche abbandonati su poltrone e sedie, sospesi in morbide sculture, distesi come belle addormentate, gli abiti sono i naufraghi di un museo misterioso, fragile e caduco. Nel giro di qualche mese esso scomparirà, vittima e testimone del tempo che passa. Speriamo possa rinascere in seguito in un altro luogo, tra le mura infedeli di un museo, negli spazi dimenticati di un edificio. Ponendo sempre interrogativi sul carattere fugace della moda ma anche sulla sua forza poetica, sposando, nomade, fondamenti sublimi e frontiere mobili, possa questo museo, incessantemente in via di definizione, diventare il più bello e il più giusto fra i musei della moda esistenti al mondo”.