Reading Time: 2 minutes

Lo street artist a Palazzo Medici Riccardi

Keith Haring, artista fondamentale della scena newyorchese degli anni ‘80 sbarca a Firenze a Palazzo Medici Riccardi.

Ambientazioni urbane a sperimentazione artistica sono il soggetto di Made in New York. Keith Haring, (Subway drawings) Paolo Buggiani and co. La vera origine della Street Art. Una mostra dedicata all’opera di Keith Haring ma che indaga anche le origini e l’influenza della street art sulla cultura contemporanea. Un movimento spontaneo che, da oltre quarant’anni, anima pareti, strade, edifici e ogni superficie su cui gli artisti imprimono nuovi codici della visione.
Tutto iniziò a New York sul finire degli anni Settanta, quando la metropoli statunitense era il crogiolo di moti generazionali come graffitismo, rap, skateboarding e break dance.
Keith Haring è un ragazzino sconosciuto che disegnava col gessetto sulle affissioni nere, le stesse che l’autorità affiggeva sopra le pubblicità scadute. Haring agiva in rapida sequenza, contro il volere delle guardie o sotto gli occhi dei passanti, scivolando via un attimo dopo l’esecuzione.
I suoi motivi erano semplici ma unici e in breve sarebbero diventati il prologo di una rivoluzione creativa. Tutto è davvero partito nei sotterranei di New York, dal sottosuolo verso l’olimpo dei musei e delle grandi gallerie. La gente impazziva per quelle lavagne metropolitane: nessuna parola solo geroglifici semplificati e immediati. La mostra presenta oltre 20 opere originali di quei giorni magici, salvate da sistematica distruzione e conservate da Paolo Buggiani, il primo ad intuire la potenza della sua opera.

La mostra traccia una demarcazione tra la cultura del Graffitismo e la dimensione ampia della Street Art. Se oggi esistono autori mediatici come Banksy e Obey, il merito va dato a una generazione che sceglieva la strada, le dimensioni giganti, l’impatto collettivo, la libertà espressiva, le sperimentazioni sfrontate, l’irriverenza e la strafottenza che è solo dei giovani e dei rivoluzionari.