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 Un grande omaggio all’arte contemporanea

Firenze capitale dell’arte contemporanea e laboratorio internazionale della creatività. Queste le parole che descrivono l’omaggio del capoluogo Toscano all’arte dell’artista belga Jan Fabre, uno degli artisti più innovativi e rilevanti al mondo.

La grande mostra Jan Fabre, Spiritual Guards, si sviluppa tra Palazzo Vecchio, Piazza della Signoria e il Forte di Belvedere. Si tratta di una delle più complesse e articolate mostre in spazi pubblici italiani realizzata dell’artista e creatore teatrale fiammingo. Artista totale, Jan Fabre sprigiona la sua immaginazione nei diversi linguaggi della scultura, del disegno e dell’installazione, della performance e del teatro.

Il 14 maggio ha recentemente inaugurato la mostra al Forte di Belvedere, dove tra i bastioni e la palazzina sono collocate circa sessanta opere in bronzo e cera, oltre una serie di film incentrati su alcune storiche performance dell’artista. Le curatrici insieme al direttore artistico del progetto Sergio Risaliti, hanno scelto il Forte di Belvedere come nucleo tematico dell’esposizione per le sue caratteristiche spaziali e storiche. Una fortificazione che nel tempo è servita per difendere Firenze ma anche per proteggere la famiglia dei Medici in tempi di rivolte cittadine. Un luogo di difesa scelto come simbolo dell’esperienza e della vitalità umana che si traducono nelle opere e sculture dell’artista.

Simboli della mostra e della poetica di Jan Fabre sono gli scarabei, animali mistici e mitologici che rappresentano nella tradizione pittorica italiana e fiamminga il passaggio tra la dimensione terrena e la vita eterna con il loro continuo movimento. Due schieramenti scultorei formati da sette scarabei posizionati nei punti di vedetta del Forte  e da una serie di autoritratti dell’artista a figura intera – tutti di un bagliore dorato che riflette il paesaggio circostante come un alone spirituale – popolano gli angoli dei bastioni all’esterno della palazzina, circondando la Villa Medicea.
Impresa e motto della mostra, Spiritual Guards, va quindi interpretata come incitamento a vivere una vita eroica, sia bellicosa che disarmata a difesa dell’immaginazione e della bellezza.