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Torna il 7 settembre la Giostra del Saracino, storica rievocazione aretina. Un’occasione per scoprire i segreti di questa località Toscana

Due volte l’anno, la città di Arezzo si anima con la giostra del Saracino, un torneo cavalleresco descritto anche da Dante nel XXII Canto dell’Inferno. Un evento particolarmente sentito dagli stessi aretini, che si contendono la vittoria in nome del proprio quartiere. Il giorno della gara, gli sbandieratori aprono la manifestazione, seguiti dagli oltre trecento figuranti che entrano in piazza seguendo un preciso cerimoniale. Fino alla gara vera e propria, con gli assalti dei cavalieri al buratto, il fantoccio che rappresenta il saracino, per la conquista della “Lancia d’oro”. Sono migliaia i turisti che affollano le vie del centro in occasione di questo evento, catturati dall’atmosfera festosa che avvolge piazza Grande.

La Giostra è un buon motivo per visitare Arezzo ma non l’unico. Giorgio Vasari e Piero Della Francesca hanno lasciato tanti tesori in eredità. Il loggiato di Piazza Grande, gli affreschi della Basilica di San Francesco, il Duomo di San Donato e la Casa Museo di Vasari. Anche la cucina aretina merita più di un assaggio. Tra i tanti, vi segnaliamo il ristorante da “Dario e Anna”, situato dietro Piazza Grande. Offre la fiorentina servita su pietra, e un’ampia selezione di vini. “L’osteria dei Cenci” propone i pici all’aglione della migliore tradizione e una tagliata di ottima scelta. La “Gastronomia Il Cervo” presenta infine i sapori di una volta. Ideale anche per un veloce assaggio di salumi e formaggi, abbinati a un’ampia selezione di vini.


La piazza durante il torneo