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Eleganza e fascino ma soprattutto personalità. Gli abiti esposti all’interno della Galleria del Costume di Palazzo Pitti, in occasione dei trent’anni dalla sua fondazione, racchiudono tutti questi elementi. Appartengono a donne che hanno lasciato un segno nel campo dell’arte in genere e raccontano indirettamente la storia della moda in Italia. Donne protagoniste del novecento, come indica il titolo del percorso espositivo che si snoda attraverso le sale della Galleria, curato dall’architetto Mauro Linari.

Tra i capi in mostra, frutto di donazioni, sarà possibile ammirare i preziosi vestiti di Rosa Geroni, considerata all’inizio del secolo scorso l’ideatrice della moda italiana, le tuniche realizzate dal Fortuny per Eleonora Duse e i leggendari abiti di donna Franca Florio.

Manto da corte Pisanello, Rosa Genoni, 1906; Sopravveste di Eleonora Duse, Manifattura veneziana, Mariano Fortuny (attr.), circa 1915; Tunica di Eleonora Duse, Manifattura veneziana, Mariano Fortuny (attr.), circa 1910-1920

Hanno donato alcuni capi molto rari la collezionista Cecilia Matteucci Lavarini, habituè delle passerelle e dei backstage ma anche le designer di moda Susan Nevelson e Lietta Cavalli. E poi lungo una scala sinuosa disposta nella sala da ballo, potrete ammirare gli abiti da sera firmati Gucci, Versace e Cavalli donati dalla divina Patty Pravo al museo. Sono i costumi indossati dalla cantante veneta nel corso di tre edizioni del Festival di Sanremo.

Abito da sera di Patty Pravo, Gucci, 1987; Abito da sera di Patty Pravo, Gianni Versace, 1984

Di Flora Wiechmann Savioli e Angela Caputi si presentano rispettivamente i gioielli in materiali non preziosi e i bijoux. Spazio anche alle spose, con nove abiti nuziali e risultano interessanti anche gli intrecci delle donne del Rwanda trasformati dai designers in gioielli. Sono oggetti e accessori ricchi di suggestioni, perché nascondono l’anima di donne forti e molto diverse, a loro modo protagoniste del novecento.

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