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Il capospalla per l’inverno

Torna l’inverno e la voglia irrefrenabile di un cappotto. Il capospalla perfetto, che non passa mai di moda e che ad ogni stagione rivive nelle mani sapienti e imprevedibili dei designer.

Lanvin, Brioni e Ermanno Scervino punteggiano da sempre le proprie collezioni con questo capospalla iconico e immancabile nei guardaroba. Un vero e proprio punto fermo della moda maschile e femminile, il cappotto ha attraverso le generazioni e la storia. Si è evoluto, passando dalle forme ottocentesche a quelle contemporanee, adattandosi al susseguirsi delle epoche senza rinnegare la propria natura.

Il precursore del cappotto, il paltò, fa capolino nel guardaroba borghese a metà ‘800. Inizialmente è criticato dalla moda del tempo perché troppo goffo e sgraziato in quanto ispirato ai pesanti giacconi dei marinai. I primi modelli di cappotto si caratterizzano per una linea diritta, lana pesante, fodera e una lunghezza tre quarti, ma successivamente assume una linea modellata in vita. Di ben altro genere sono coloro che, nello stesso periodo, si fanno affascinare del cappotto Raglan. Si tratta di un cappotto mantello dalla linea ampia caratterizzato, appunto, dalla manica raglan.

Ma il cappotto non è stato solo il capo prediletto di borghesi, ufficiali e marinai, ma anche il simbolo della contestazione giovanile degli anni ’60 e ‘70. Al giorno d’oggi è un capo indispensabile la cui scelta deve essere effettuata in maniera accurata, tendendo conto del materiale, della lavorazione e dello stile. Per Brioni e per Ermanno Scervino il cappotto è un capolavoro sartoriale che incarna tutta l’eleganza maschile. Il dettaglio fa la differenza: texture, bottoni a contrasto e colletto di pelliccia rendono il cappotto un capo speciale. Tutt’altro discorso per Lanvin, dove la bellezza di questo capospalla sta tutta nella forma contemporanea, nella linea fluida ma netta che disegna sul corpo e nella scelta di colori dotati di grande personalità.