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In arrivo il biopic firmato dal premio oscar Andrew Haigh

Alexander McQueen è stato uno dei nomi che hanno segnato in maniera profonda il mondo della moda, e non solo degli ultimi anni. Uno stile quello di Alexander McQueen animato da elementi contrastanti: fragilità e forza, tradizione e modernità, fluidità e severità. Un punto di vista emozionale e passionale realizzato con un profondo rispetto e un’influenza per le arti e per la tradizione artigianale. Nel 2013 il Victoria and Albert Museum di Londra ha dedicato una grande mostra per celebrare il genio creativo del designer, ma è notizia recente che alla sua breve vita e alla sua fulminea carriera sarà presto dedicato un film: a dirigere il biopic sarà il regista candidato all’oscar Andrew Haigh, mentre la sceneggiatura sarà firmata dal commediografo Chris Urch, che si baserà sulla biografia “Blood Beneath The Skin” di Andrew Wilson.

A quasi 6 anni dalla scomparsa di Alexander McQueen i riflettori non accennano a spegnersi su quello che è stato più volte definito come l’hooligan della moda britannica. McQueen esplode all’inizio degli anni Novanta, le sue creazioni sono audaci e provocatorie, si ispirano al punk, al gotico, al vittoriano generando la visione di un presente e di un futuro post-apocalittico. L’enfant terrible giocava a mescolare i teschi col tartan, i merletti con la pelle nera, il pizzo con borchie e metallo, la pelle di serpente con i lustrini. Ispirato da artisti come Damien Hirst e Marina Abramović, ma anche dal lavoro di Elsa Schiaparelli, McQueen ha collaborato nel corso della sua carriera con artisti di ogni genere come David Bowie (suoi i costumi del tour del 1996 e del 1997) e Björk per la quale curò la copertina di “Homogenic”.

Ancora grande mistero sull’attore che impersonerà Alexander McQueen, ma di sicuro sarà impossibile resistere al fascino di vedere sul grande schermo la creatività visionaria che ha fatto di Alexander McQueen una indiscussa stella della moda.