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Tra blog e passerelle, ecco i segreti della moda che ha rivoluzionato la moda

C’erano tempi in cui lo street style era “relegato” alla strada, espressione della cultura urbana; di chi, per scelta o per necessità, reinterpretava la moda, mixando capi o creando ex novo stili differenti, per velleità personale o per ribellione e disagio nei confronti della società –si pensi allo stile grunge, ad esempio.

E poi sono arrivati i fashion blog; The Sartorialist, il cui fondatore, Scott Schuman, è stato annoverato dalla prestigiosa rivista Time tra i top 100 Designer Influencers o The Blonde Salad, dell’italiana Chiara Ferragni, giusto per citarne un paio.

Due stagioni dello street style che paiono inconciliabili e che, pure, cambiamenti sociali a parte, sono accomunati dal filo rosso della moda, intesa come espressione di una cultura, di un tempo –di un luogo, forse, ormai non più. Dal costume, in buona sostanza.

Perché anche le grandi maisons hanno compreso l’importanza, ma soprattutto l’influenza che lo stile delle persone comuni, associato alla diffusione endemica dei social networks, ha a livello globale.

Non per niente fashion blogger di tutto il mondo, siedono spesso nei front row delle sfilate più importanti, poiché “strada” –quantomai glam e patinata– e passerella, sono sempre più vicine, alimentando vicendevolmente la reciproca influenza.